Amendola, De Martino, Sereni: tre uomini da ricordare
05 Nov 2007
Amendola, De Martino, Sereni: tre uomini da ricordare
di Luigi Marino
18 ottobre 2007
La Fondazione Francesco De martino in collaborazione con l’Istituto italiano per gli studi Filosofici, l’Istituto campano per la storia della Resistenza e l’ANPI il 18 ottobre ha celebrato il centenario della nascita di tre prestigiose figure del movimento operaio italiano: Giorgio Amendola Francesco De martino ed Emilio Sereni.
Rammarico, sdegno. E una mobilitazione spontanea: di giovani. Ancora nella mattina di mercoledì 19 ottobre, circa 300 studenti si sono riuniti di fronte alla sede del Consiglio regionale, a Reggio Calabria.
Corso Nazionale di Formazione dei Giovani 1° modulo: Italia Meridionale 21-22-23 Ottobre 2005-10-1 Hotel Villa Del Lago Senise (Pz) Sala Conferenze della Comunità Montana Alto Sinni
Corso nazionale di Formazione per la FGCI. 1°Relazione di Domenico Moro
18 Mag 2005
LE RAGIONI ECONOMICHE DELLA GUERRA PERMANENTE
Domenico Moro
Innanzitutto ringrazio la compagna Pellegrini per avermi invitato al corso di formazione per i quadri del nostro partito e anche per aver iniziato con un argomento di carattere economico. Ritengo, come dovrebbe fare qualunque altro marxista, che l’economia è la base della vita sociale, per cui ogni nostra analisi della realtà deve comunque partire da un’analisi dell’economia. Senza un’analisi dell’economia ed un’analisi della realtà è molto difficile operare politicamente, specialmente in un periodo storico come quello che stiamo vivendo che è contrassegnato da una forte discontinuità rispetto al periodo storico che è passato. (continua)
sulle vicende del teatro (Stabile e oltre) torinese
di Franco Quesito, Presidente Commissione Cultura del Consiglio Comunale di Torino
In queste ultime settimane si è sviluppato, per lo più sulle pagine dei quotidiani cittadini, un ampio dibattito - a più voci - imperniato sulle vicende del teatro (Stabile e oltre) torinese. Le questioni poste riguardano il TST, ovvero il suo futuro e le sue prospettive, il futuro di compagnie in crisi finanziaria (vedi il Gruppo della Rocca) e l'inasprirsi dell'assalto agli spazi teatrali cittadini con la loro eventuale variazione dì destinazione d'uso. In questo scenario, già assai complicato, sono marginalmente affrontate quelle altre realtà che, nonostante tutto, continuano il loro lavoro e si spendono nella ricerca di nuovi destini artistici. Ciò che incuriosisce in queste vicende è il tipo di risposta programmatica che si cerca dì dare: in questo versante entrano in gioco i destini e soprattutto le "carature" del FUS, cioè la quantità di sostegno ministeriale alle singole realtà operative. La disputa si consuma sul terreno della conquista politica di maggiori riconoscimenti e di equilibri nel Finanziamento pubblico, sia del Ministero che dell'Ente locale.
Intervista pubblicata da La Rinascita a Paola Pellegrini, responsabile nazionale della Formazione politica
C’è molta curiosità riguardo a questo tema della Formazione politica: nell’ultimo Comitato Centrale è stato detto che si dà avvio ai corsi dei giovani. Che fate, Frattocchie due?
Magari fosse possibile avere gli strumenti di allora: ci metterei la firma! Purtroppo la nostra ambizione, che pure è molto alta, deve tenere conto che i nostri mezzi sono modesti. Anche qui vale un principio di realtà! Frattocchie noi non ce l’abbiamo, anzi, non ce l’ha più nessuno, a sinistra, e non penso solo alla scuola, alla struttura; penso soprattutto alla ricchezza di una attività di formazione dei quadri che era strettamente intrecciata alla ricerca scientifica e teorica e all’elaborazione politica e culturale di cui il PCI, in modo del tutto peculiare, era stato capace.
Ma cosa può essere oggi la scuola di partito: il recupero dell’ideologia nel tempo della fine ideologie? Con la crisi dei partiti, voi fate una delle cose più tradizionali, mettete i vostri militanti a studiare la linea del partito?
Capisco la provocazione, ma il tema è proprio questo: non mettiamo i nostri militanti e i nostri giovani a studiare la linea. Noi, tutti insieme, ci rimettiamo a studiare, a discutere, a pensare. Almeno spero! La formazione è uno degli strumenti che abbiamo per affrontare con strumenti di analisi più forti la realtà e la storia, utile alla costruzione di un nuovo partito comunista, che non può fare a meno di avere quadri dirigenti preparati, tantopiù oggi. L’attacco della destra al movimento operaio e ai suoi valori di libertà e di dignità umana passa principalmente dal recupero di ideologie retrive ed oscurantiste, altro che crisi delle ideologie! Assistiamo allo stravolgimento della storia, di fatti e verità inoppugnabili, la cui conoscenza è decisiva per la comprensione del nostro tempo. C’è un disegno scientifico di annichilimento della coscienza critica, in atto da anni. Bisogna rispondere, prima di tutto ricordando che tutta la cultura contemporanea, non ha più potuto prescindere dal pensiero marxista e dai suoi elementi di analisi; da Marx in poi - e, in Italia, da Gramsci in poi - anche chi non era comunista non poteva ignorare quel patrimonio di idee, ci si doveva confrontare: la destra vuole che la gente, e soprattutto i giovani, non sappiano più niente di tutto questo.
Atti del Convegno "Fascismi di ieri e di oggi" tenuto a Roma il 17 gennaio 2003
Oliviero Diliberto
Le parole della nostra carissima amica e compagna Estela Carlotto, la sua testimonianza tragica, ma anche così bella, ci dice che abbiamo avuto ragione ad organizzare questo incontro. L'emozione pacata con la quale ci ha raccontato una vicenda terribile, sua figlia e suo marito arrestati, il nipotino che non sa dove sia, trentamila desaparecidos nel suo Paese e quelle lacrime che, per usare la sua espressione, ha saputo trasformare in lotta, tutto questo ci avverte che dobbiamo tenere alta la guardia. Questi orrori non sono successi un secolo fa, ma venti, trent'anni fa. Non dobbiamo mai sottovalutarli, possono tornare. Ringrazio tutti coloro che hanno accettato di essere nostri ospiti, tutti voi che siete così massicciamente presenti, il dipartimento nazionale cultura del Pdci diretto da chi ha introdotto, il compagno Roberto Soffritti, la federazione di Roma che ha lavorato molto per questa iniziativa e un po' tutto il nostro partito che sul tema dell'antifascismo è impegnato non occasionalmente. Abbiamo tenuto un precedente convegno nella primavera del 2002. In quell'occasione ci impegnammo ad un altro appuntamento di approfondimento. Abbiamo mantenuto la parola. Siamo ormai rimasti gli unici che parlano di antifascismo, anche a sinistra. Come se l'antifascismo fosse un tema per convegni di storici, per i reduci della guerra partigiana, per i compagni dell'Anpi. Ed a proposito dei gloriosi compagni dell'Anpi voglio ringraziare il loro vicepresidente nazionale, tornato da Strasburgo appositamente per presiedere e introdurre questo convegno, il compagno Armando Cossutta.
Atti del Convegno "Fascismi di ieri e di oggi" tenuto a Roma il 17 gennaio 2003
Vauro *
Voi sapete che non amo molto la cultura "quizzarola" della nostra televisione, la cultura dei quiz e dei concorsi a premi. Utilizzarla mi imbarazza un po', ma mi serve cominciare proponendovi un quiz. Non stiamo in uno studio televisivo e non vi chiederò di rispondere, anche perché non si vince nulla, non ci sono gettoni d'oro né altro in palio. Il quiz che vi propongo è quello di cercare di capire chi è l'autore della frase che vi propongo: "Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti". Sono sicuro che molti di voi stanno pensando a Bush, a Blair, qualcuno più malizioso al D'Alema del Kosovo, e invece questa frase è del signor Adolf Hitler ed è stata pronunciata il 1° settembre 1939 alle ore 10, poche ore dopo l'invasione dei Sudeti. Ho iniziato con un gioco po' macabro e non voglio fare facili analogismi. Ci mancherebbe! Siamo già troppo accusati di antiamericanismo per paragonare in modo strumentale e meccanico il signor Bush o il signor Blair al signor Hitler.